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DESCRIZIONE COLLEVECCHIO

A circa una decina di chilometri da Teramo , sulla vetta più alta di Colle di Croce ( m 384 ) , ad un chilometro di distanza dalla s.s.N80 “del Gran Sasso d’Italia “ , si vede svettare questo minuscolo paesino che forse non è visitato dai turisti in quanto essi lo ritengono insignificante e di nessuna importanza storica.

Al contrario Collevecchio ha un passato storico al quale può guardare con nobile fierezza.

Da quanto appreso , il paese si trovava nella contrada detta , ancor oggi, S . Sebastiano nei pressi del fiume , dove sorgeva la chiesa in onore del santo.

Le origini del paese sono tutt’oggi ignote ,tuttavia fu sicuramente stimato di tanta importanza attraverso i secoli , visto che i vescovi di Teramo si fregiavano anche del titolo di Barone di Collevecchio.

Le prime notizie ufficiali su Collevecchio sono relative all’anno 894 quando il vescovo di Teramo Giovanni I, facendo scambi di territorio con il conte aprutino Adelberto, citava nei documenti il Monastero di Santa Maria, che si pensa potesse trovarsi nel territorio di Collevecchio.

Nell’anno 1813 Collevecchio perdeva la sua autonomia e veniva annessa a Montorio al Vomano. Nel censimento del 1881 la località contava solo 42 abitanti. L’edificio della scuola elementare di Collevecchio risale agli inizi del Novecento. La strada che dalla ex statale Teramo-Montorio (ora declassata a strada provinciale) risale al paese, è stata asfaltata nella metà degli anni sessanta del novecento. L’acqua fu portata nell’anno 1935, in seguito alla costruzione dell’Acquedotto del Ruzzo, costruito dall’impresa Massimo Del Fante.

Il patrono di Collevecchio ,appunto , è san Sebastiano. La chiesa di San Sebastiano si trova dentro il paese. Si suppone che questa chiesa dipendesse dal monastero di Santa Maria posto a valle. Era infatti pratica comune che i monasteri possedessero anche un castello posto sulle alture viciniori dove, in caso di pericolo, ci si potesse rifugiare. Questo modo di fare fu attuato dopo le invasioni saracene del secolo IX. Il castello di Collevecchio fu costruito proprio a tale scopo.

Avendo i monaci bisogno di una chiesa, oltre al castello fu costruita anche la chiesa di San Sebastiano che il papa Anastasio IVavrebbe detta monacale “Monasterium S. Sebastiani in Gomano”. Nella contrada San Sebastiano forse sorgeva una cappella dedicata al santo. Le antiche campane di Collevecchio si trovano nella chiesa di San Michele di Colledonico, località non molto distante.

Le attuali campane sono abbastanza recenti e la più antica reca la data 1870. La stessa fu fusa dalla ditta Della Noce di Penna Sant’Andrea. All’interno vi è inciso: “Fideles voco-Festas honoro-Mortuos ploro-Tempestates fugo-1870 Della Noce T”. Sulla campana mezzana è riportata la data del 1914 e sembra che la campana più piccola sia dello stesso anno.

La chiesa ha subìto diversi restauri. Nel 1857 dall’abate don Paolo Cesj, nativo di Teramo, con il contributo della popolazione. Nel 1900 un altro restauro ne ridusse le dimensioni. Dai racconti pare emergere che in quella data fu murata nelle fondamenta una pietra con inciso l’anno mille.

Nel 19311932 la chiesa è stata abbellita con altari e con una balaustrata marmorei. Nel 1942, su interesse dell’insegnante Angiolina Di Salvatore in Sabatini, furono raccolte offerte e fu realizzato un altare in marmo dedicato a san Gabriele dell’Addolorata. La chiesa di San Sebastiano è ad un’unica navata.

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